domenica, 21 giugno 2009
Il tempo, in Gran Bretagna, non è sempre dei migliori...e ne ho avuto prova durante la settimana di vacanza passata sotto una felpa (comprata appositamente, io non ne porto felpe!) e al riparo dalla pioggia.
Abbiamo anche avuto la fortuna di vivere uno dei più grandi disagi che possano verificarsi a Londra: LO SCIOPERO DELLA METROPOLITANA, che però ci ha permesso di osservare dal bus la bellissima zona di Chelsea...per ben due ore!
Ma almeno, gli inglesi sono onesti.
E quindi ecco spiegati in questo bellissimo
spot i paradossi del Regno Unito.
L'avessi visto prima, me ne sarei fatta una ragione!
mercoledì, 17 giugno 2009
Quando fate un errore, il mondo sembra farvela pagare cara.
Non nel senso che vi pentite di quello che avete/non avete fatto, no.
In modo del tutto inaspettato, il mondo considera il vostro passaggio come seguito da una cordicina spinata in grado di scalfire qualsiasi cosa di buono ci sia nella vostra vita: amici, sole, opportunità, serenità...e sembra che da quel piccolo errore, da quella volta che non avete fatto il solito ragionamento vincente, ne conseguano tutta una serie di sciagure non meglio definite ma identificabili solo attraverso il vostro sguardo desolato ed arrabbiato.
Ma non esiste davvero.
Avete fatto un errore, punto.
Siete solo voi a punirvi. E' come un circolo vizioso: vi punite sbagliando ancora e ancora, accettado le cose brutte che vi procurate e prendendovela con il destino beffardo e crudele, incazzandovi il doppio.
Non esistono corde spinate in grado di distruggere tutto quello che avete costruito e, soprattutto, non esitono corde spinate in grado di rovinare il futuro, perchè non c'è ancora, quindi per una buona percentuale può essere migliore del presente.
Non andargli incontro è un peccato.
lunedì, 15 giugno 2009
Capita a tutti, nella vita, di andare ad un concerto tanto per...ma a quanti capita di farlo e di incontrare tra il pubblico il proprio mito?!
I nostri biglietti per il concerto di Katy Perry a Londra erano stati acquistati a marzo scorso senza la possibilità di rivenderli, cosa che ci ha convinti a fare una piccola vacanza nella capitale e (ri)vederla.
Sapevamo che al concerto avremmo trovato una media d'età decisamente inferiore alla nostra, ma vedendo bambini accompagnati dai genitori perchè ancora alle elementari, ci siamo sentiti leggermente fuori luogo.
Non avendo trovato nessun bambino disponibile a fingere di essere nostro figlio, abbiamo fatto finta di essere fratello (scazzato) e sorella (accompagnata al concerto), ma con scarsi risultati. Quindi, non c'è rimasta altra scelta che prendere per il culo il ragazzino ciattone davanti a noi, con un supermega cartello tra le mani accompagnato da una mamma decisamente troppo entusiasta di vedere Katy Perry, congetturare che fosse stata lei ad applicare i brillantini al cartellone e a causare una non poco evidente omossesualità nel figlio, ed immaginare che il ragazzino se la sarebbe fatta sotto ad incontrare Katy Perry.
La cosa ci ha distratti un po', ma appena ritornata in me e constatato che intorno erano ancora tutti lattanti, non ho potuto fare a mano di esclamare: "Cavolo! Potevamo andare a vadere il musical dei Queen!!" - frase che mi verrà rinfacciata negli anni a venire - senza contare la mitica: "Bha, che bello vederli così entusiasti...io lo sarei per gruppi che o si sono sciolti o nei quali sono tutti morti!"
Una volta entrati nel teatro, ci siamo sistemati in un posto invidiabile e, dopo aver ascoltato per mezz'ora un gruppo improbabile (di cui la Maionchi avrebbe detto che non era il loro momento storico, sicuro!), Katy Perry si è buttata sul palco con un costumino anni '50; nello stesso istante il ragazzino ciattone si è alzato per mostrare il suo cartello, oscurando la vista a metà dei presenti; in quel momento ho deciso che non potevo perdermi Katy Perry per colpa di un ragazzino inglese con la riga al lato! Quindi ho proposto di spostarci dietro le poltrone, dove c'erano i 10 ragazzi della nostra età riuniti in solidarietà e dove...si sarebbe compiuto il mio destino!
Perchè è stato al termine di Mr. Postman che ho avvertito dietro di me la presenza del mito e, guardatolo negli occhi, ho esclamato: "Hei! SEMBRA PROPRIO BRIAN MAY!!"
Per tutta risposta mi è stato proprinato un "EEE??? E chi è?!"
"Ma come chi è?! Il chitarrista dei Queeeeeeeeeeeeennnnnn!!!!"
"AHH, è vero!"
(Pausa)
"Ma guarda che secondo me è proprio lui, ha anche la guardia del corpo!"
A seguire: una serie di piantolini isterici, un attacco d'ansia e la fuga di Brian May del quale a quel punto si era accorto tutto il gruppo di maggiorenni.
Mi avrà di sicuro maledetto: prima che lo vedessi se ne stava lì tranquillo ad ascoltare - oh dio! - Katy Perry ed ora era costretto a inginocchiarsi per non dare nell'occhio (l'ha fatto davvero, e non è tutta colpa mia: è che lui è davvero altissimo e quindi è impossibile non notarlo!)
Alla fine, la guardia del corpo s'è intenerita e mi ha segnalato la possibilità di avvicinarmi...ma cosa si dice al proprio mito? Cosa si dice ad una persona che ha scritto delle canzoni che sono irrimediabilmente intrecciate alla vostra vita? Cosa si comunica a chi ha comunicato a voi tanto entusiasmo e amore, a chi ha riempito le vostre giornate e le vostre notti? Cosa dici alla persona il cui poster è stato affisso sul tuo letto fino a che non s'è deciso di imbiancare casa? Tutte queste domande - e tante ancora - potevo pormele prima di andare a stringergli la mano, perchè il mio esordio è stato:
- emhn bhe mmma bbbha ehehehehe ahahahah eh ah thank you!!! I am a fan!! ehemmmm It's a pleasure!!! aaahhh ehmnm mmm nmnnaa ahaha
E basta.
Insomma, avrei potuto chiedergli qualsiasi cosa, rivorgegli domande che da tempo attendono risposta, tipo:
- E' vero che hai costruito la tua chitarra da solo??
- E' vero che hai preso un master in astrochimica e con te seguiva un'amica del mio amico??
- Sei ancora in contatto con Freddy Mercury?? Se si: può rivelarti il futuro?? A lui piace Kety Perry???
- Com'è che indossi ancora gli abiti di Innuendo?!
- Hai pagato il biglietto come tutti noi??
Invece no. Ho fatto la figura della scassa palle, come Berlusconi con la Regina, facendolo sgamare (infatti avranno fondato insieme un gruppo su FB dal nome "italiani cafoni: esperienze reali a confronto") e poi non sono stata capace di dirgli quanto sia importante per me la loro musica, quanto mi renda felice in ogni momento, anche il più buio. E non è bello avere qualcosa in comune con Berlusconi!
Comunque, anche Katy Perry ha saputo che Brian May era lì, e gli ha dedicato Don't stop me now, che ha eseguito con la tutina da gatta...
Ma che dire? Per me incontrare Brian May è stato un sogno. Ma non un sogno tipo desiderio che si realizza. No, è stato proprio un sogno, uno di quelli che ti ricordi al mattino e dici "Ma che diamine ho sognato stanotte?? Brian May al concerto di Kety Perry dietro di me?? Marò, che fantasia!"...è paragonabile all'incontrare Tim Burton sul brucomela di un parco giochi, o Tarantino a vedere l'ultimo film di Vanzina (ma mi è stato detto che questo è di gran lunga più possibile!)
Ed invece è vero, e stava lì ad ascoltare I kissed a girl muovendo la testa a tempo e divertendosi un casino con la birra tra le mani!
Ed io che ho preso per il culo il bambino chiattone che ha reso possibile tutto ciò!
Ovunque tu sia: spero che la tua identità sessuale ti risulti chiara al più presto!!
sabato, 13 giugno 2009
L'Ottavo Nano
aveva provato ad avvertirci, ma la maggior parte degli italiani ci ha riso su e poi l'ha votato.
Ed oggi mi ritrovo a leggere del nuovo logo del turismo italiano e a navigare fino alla pagina dell'
AIAP, dov'è linkato il video di presentazione del logo al tg4.
Il logo è davvero orrendo: il paese della moda e della bella vita non può essere rappresentato da un logo che sembra il figlio di una bandiera politica.
Un logo non può essere ideato personalmente da uno che di mestiere fa (tra le altre cose) il presidente del consiglio - e per di più in mezza giornata ed interrompendo il suo personale contributo alla ricostruzione dell'Aquila - perchè per questo esistono delle figure professionali specializzate che conoscono il proprio mestiere, perchè hanno deciso di svolgere solo quello.
Non chiamatemi prevenuta, mi sono stancata di essere additata come una che a causa della sua mentalità pericolosamente sinistroide non riesce a carpire la verità dei fatti.
Non pretendete da me che faccia finta di nulla, perchè è già abbastanza essere una neolaureata nell'anno della crisi, sentirmi dire che è solo una questione psicologica, e dover scegliere tra il seguire le mie aspirazioni o il fuggire all'estero per vivere in un paese almeno tendenzialmente democratico e libero e anche un po' multietnico - ma anche lì, si sa, la sinistra è riuscita ad influenzare la stampa!
Perché scoprire oggi che il B. Trasformer è riuscito a prendere le veci di un'intera agenzia di comunicazione - che su un logo avrebbe lavorato mesi, coinvolgendo diversi esperti e valutando ogni possibile implicazione segnica - mi fa davvero girare le palle.
E mi fa girare le palle che tutto in questo paese si trasformi in una campagna elettorale.
E non continuo perchè diventerei volgare e aggressiva, ma preciso che spero proprio che il logo faccia il suo dovere (cioè una grandissima figura di merda).
mercoledì, 03 giugno 2009
...e
risposta!
(Giuro che non l'ho fatto apposta!)
martedì, 02 giugno 2009
...che chi ci ha guadagnato in questa storia è la parola papi.
E' lei la vincitrice morale! Non se la filava più nessuno, ed ora si ritrova a popolare pagine e titoli, ad essere pronunciata da mezzo mondo ed oggetto di chissà quali pensieri...
Perchè, diciamola tutta, cos'è un papi?
Non è un papà, perchè altrimenti non ci si stupirebbe di trovarlo alle feste e non ci sarebbe nulla da recriminare se facesse una telefonata, ogni tanto.
Non è un babbo, perchè altrimenti sarebbe squattrinato e anche un po' ingenuo.
E' simile a un paparino, perchè entrambi rientrano nella categoria dei padri che generosamente ricambiano l'affetto ricevuto.
Un papi è un po' soft porno e un po' bancomat, un po' padrino e un po' complice di danni.
La parola papi gentilmente ringrazia: magari ci guadagna anche un po' di credibilità!
lunedì, 01 giugno 2009
L'ossessione è malsana.
Ripensare alle stesse cose ci rende replicanti, diventiamo come degli androidi che sono capaci di ripetere solo un numero finito di comandi: odio, istinto omicida, pregustazione della soddisfazione generata dal crimine.
Ma non siamo macchine.
Per quanto ci piaccia pensarlo, non abbiamo sangue freddo e non siamo così calcolatori; e nel momento in cui siamo così vicini alla nostra vittima, alla quale abbiamo augurato qualsiasi genere di sciagura - a partire dalle malattie veneree fino al coinvolgimento in un raid - la guardiamo negli occhi e pensiamo: perchè?
Portate con voi un appunto, potrebbe aiutarvi a ricordare.
lunedì, 18 maggio 2009
Stavo scrivendo un bel post impegnato sulla pubblicità elettorale, ma mentre scrivevo dell'importanza di non lasciarsi abbagliare dalla luce che certi candidati hanno per il solo effetto della pubblicità, sono stata rapita dalle ultime e bellissime lattine in edizione limitata che Coca-Cola lancerà quest'estate.
Meno male che CocaCola non si candida...
venerdì, 08 maggio 2009
Ecco perchè a volte è meglio esprimere le grandi quantità seguendo metodi non convenzionali.
Informazioni come il numero di persone che non possono avere un'educazione, che non hanno accesso a cure mediche o che non hanno la libertà di esprimere le proprie opinioni, risultano paradossalmente difficili da quantificare e da assimilare - soprattutto per persone bombardate da informazioni di ogni tipo.
E allora?
Si fa un disegnino:
L'idea è venuta a
Toby Ng Kwong To...non impareremo il numero di persone che non hanno risorse alimentari sufficienti, ma la prossima volta che mangeremo una pizza ricorderemo che facciamo parte del 30% che può permetterselo al mondo.
sabato, 02 maggio 2009
Avete finito gli esami. Avete quasi ultimato lo stage. Non avete rinnovato il contratto della stanza in affitto perché sperate di farcela. Non avete pagato le tasse d’iscrizione perché contate sulla sessione di laurea di aprile.
Quello che vi manca è una tesi di laurea.
Prima di iniziare, dovete tenere a mente che scegliere argomento e professore determineranno la vostra vita fino al fatidico la dichiaro dottore in…
Quindi seguite tre semplici regole:
- se siete una donna: scegliete un professore;
- se siete un uomo: scegliete una professoressa;
- non scegliete mai come argomento il caffè o qualcosa che abbia a che fare con la vostra pausa dallo studio: rovinerete ogni vostra parentesi di relax!
Avete iniziato a scrivere.
Siete una donna ed avete scelto una professoressa che vorrebbe che la vostra tesi fosse la proiezione dei suoi pensieri ed in più lavorate 8 ore al giorno per uno stage non retribuito. La vostra vita sentimentale rotola e la vostra dieta s’è dimessa raccomandandovi al fast food più vicino.
Ora è ufficiale: odiate la vostra tesi e la vostra professoressa. Che fare?
Dovete farle credere di avere bisogno di lei, ed in un certo è così: dovete laurearvi! Quindi fate finta di essere un’agenzia che ha a che fare con un cliente: vi chiede le cose più assurde, ma non potete perderlo perché è il pesce grosso che vi permetterà di passare dall’essere un’agenzia di tipo B ad una di tipo A.
Per prima cosa cercate di capire quello che la vostra professoressa vuole.
Fatele anche le domande più stupide e prendete sempre appunti: lei capirà che la state ascoltando davvero. Mentre prendete appunti rispondetele di tanto in tanto “certo” e “si”. attenzione alle domande retoriche alle quali bisogna rispondere "no" ("Non vorrà fare un pessimo lavoro?" "SI!"). Quando avete finito chiudete il quaderno e ditele “Ora è tutto chiaro. La ringrazio per avermi spiegato tutto. Mi scusi se con le mie domande le ho rubato molto tempo”. Evitate il “si padrone”, ma assumetene l’espressione.
- Se la ragazza che è entrata prima di voi è uscita piangendo perché la prof le ha rimandato la seduta: entrate sorridendo come se nulla fosse accaduto.
- Se la vostra prof. indossa calze a rete (rotte!) nonostante i suoi 70 anni: non ridete!
- Se la vostra prof. smerda il suo assistente facendogli le facce appena lui si volta: cercate qualcosa nella borsa e, appena siete fuori, ridete.
- Se vi chiede di inserire nella bibliografia libri nei quali vengono descritte delle pale d’altare: ditele “certamente” (anche se la vostra tesi riguarda la comunicazione di una marca di caffè).
- Se la vostra prof. vi chiede di posizionare la sezione illustrativa al centro anche se la cosa non risulta minimamente funzionale alla lettura della tesi: ditele “certamente”.
- Se guarda la sezione fotografica e vi dice “ahhh! Che bello!! È riuscita a trovare quello che le avevo chiesto ed ha fatto queste bellissime fotografie!”: ditele “certamente” (anche se le fotografie le avete scaricate da internet e non avete mai neanche pensato di comprare quelle cavolo di edizioni limitate!)
- Se pensate che abbia fatto una battuta: non ridete a meno che non lo faccia anche lei (potrebbe non essere affatto una battuta!)
Portate sempre con voi la bozza del capitolo successivo a quello che le state consegnando, così quando vi guarderà con aria delusa chiedendovi “tutto qui??”, voi potete sfoderare l’arma segreta rispondendole con tutta calma (guardandola negli occhi ed accennando un lieve sorriso) “ci sarebbe anche questo, è solo una bozza ma ci sto lavorando”. Lei non la leggerà mai e voi avrete dato l’impressione di essere pronti a tutto.
Ora avete la sua stima. Lei sgrida tutti gli altri tesisti e poi vi guarda amorevolmente precisando: “Non mi riferisco a lei!”
NON RILASSATEVI!
ORA LEI SI ASPETTERA’ DI TUTTO DA VOI!!
Quindi, se una settimana prima della consegna, sfoglia con fare noioso la vostra tesi continuando a mormorare “si…perfetto…ma…manca qualcosa…” e con aria pensante guarda in alto portandosi l’asta degli occhiali alle labbra: restate immobili. Non un’espressione: né rabbia, né dolore, né sorpresa. Il vostro viso deve essere inespressivo e neutrale come quello di Hello Kitty!
Se finalmente esprime il suo parere esclamando: “ah, ecco! Dovrebbe scrivere un ulteriore paragrafo nel quale si approfondisce l’analisi plastica di una della copertine!” continuate a non avere espressione e chiedetele: “certamente. Quando posso consegnarglielo?”. Se lei vi risponde con aria soddisfatta “Mercoledì va benissimo!” ditele “certamente!” anche se è lunedì e sono già le 18:00 e impiegherete due ore per raggiungere l’università, il che significa che avete solo un giorno per scrivere un paragrafo e che quindi dovete…INVENTARE! La spiegazione del perché è meglio inventare piuttosto che scrivere qualcosa di sensato è nel seguente punto:
Quando, dopo un totale di 6 ore di treno diluite in gruppi di due, arriverete in anticipo e deciderete di sondare la sua presenza sul luogo dell’appuntamento, lei sarà già lì e vi sgriderà per aver fatto tardi: “Non ho tempo da perdere!”; voi le direte “certamente! Ecco il paragrafo” e lei vi dirà “Bene!”; voi resterete lì aspettandovi che lo legga, ma non lo farà. Vi dirà “Allora, a lunedì prossimo!” ma lunedì prossimo sarà l’ultimo giorno utile per la consegna e lei non ha ancora firmato i frontespizi e dovete far stampare quattro copie! Fatevi coraggio: “Certo! Ma lunedì è l’ultimo giorno utile per la consegna, e mi chiedevo se non fosse il caso di chiedere una proroga per la consegna perché ci terrei molto che leggesse quest’ultimo paragrafo” e lei, raggiante come non mai, vi dirà “Ma si figuri!! Cosa vuole che cambi un paragrafo in più su un lavoro così accurato!! Mi faccia firmare i frontespizi, così può stampare!” A questo punto, fatele firmare i frontespizi e velocemente scappate per poterla chiamare troia a voce più alta possibile!
Se, una volta ritirate le copie stampate e rilegate, vi accorgete di aver sbagliato il titolo della tesi, urlate. Ma consegnatela lo stesso. La spiegazione del perché vale la pena consegnarla lo stesso è nel seguente punto:
Se la professoressa sfoglia con aria raggiante il vostro lavoro ma, ad un certo punto, vi guarda sospettosa chiedendovi: “Avevamo scelto questo titolo per la tesi???” voi non perdete la calma. Guardatela dritto negli occhi e con voce pacata ma sicura, accennando un lieve sorriso, ditele un sincero “si”. Lei non vi dirà nulla. Il vostro cuore ne risentirà: soffrirete di aritmia per circa un mese, ma ne sarà valsa la pena.
Avete consegnato la tesi.
In teoria siete laureati! In pratica vi mancano le slides della presentazione…e non osiate pensare che ve la passerete liscia! La seduta di laurea è, guarda caso, proprio due giorni dopo Pasqua e la professoressa ha precisato che le slides devono essere solo 9. Voi, ovviamente, progettate delle slides di supporto al discorso, ma lei vuole che esse contengano TUTTA LA TEORIA DELLA QUALE è INTRISA LA VOSTRA TESI.
La vostra prima obiezione sarà “…quale teoria??” e a questa domanda vi risponderete da soli comprendendo che la professoressa non ha affatto letto la vostra tesi. A quel punto, badate bene a non far trasparire il vostro flusso di coscienza e propinatele il solito e consolidato “certamente!”
Se lei vi risponde “si, ma le slides le mandi in formato Word! Questo Power Point…”: mettetevi l’anima in pace ed esercitatevi nel copia e incolla.
Se lo scambio di e-mail è praticamente giornaliero e le slides assumono più forme di un mutante, provatele tutte: lei accetterà la forma meno comprensibile.
Se vi scrive anche il giorno di Pasqua: fatele gli auguri (e mangiate la colomba alla faccia sua)!
Se riuscite a sopravvivere: ripetetevi che è tutto finito sforzandovi di sorridere di fronte allo specchio.
Se necessario confidate sull’aiuto di un bravo psicologo.
Per scegliere lo psicologo bastano poche, semplici regole:
1. se siete donna scegliete una psicologa;
2. se siete....